mercoledì 6 gennaio 2010

Lubrica Eletteraria: La Canzone di Susannah di Stephen King

Penultimo libro della Torre Nera: letto in 5 giorni :D .
"La Canzone di Susannah" è veramente intrigante, leggero e scorrevole, senza quei pesanti e inutili capitoli del precendente libro della saga, che sembravano messi lì solo per fare spessore. Finalmente si è raggiunta nuovamente la freschezza dei primi libri ("L'ultimo Cavaliere" e "La chiamata dei Tre"). La storia si dipana lungo due periodi temporali distinti (1976 e 1999) che però si incontrano e interagiscono in più punti, seguendo le gesta di un ka-tet questa volta diviso (Roland - Eddie, Padre Callahan - Jake - Oy e Susannah - Mia).
Il cliffhanger finale si apre sul settimo e ultimo libro: le premesse sono buone, vedremo come King ha deciso di chiudere questa storia che ha portato avanti (con alti e bassi) per decenni.
Due note dolenti: il personaggio di Padre Callahan non riesce proprio ancora a convincermi (sarà perchè non ho letto "Le Notti di Salem") e la battuta sulle Torri Gemelle secondo me era evitabile.
Un ultimo appunto: l'apparizione di un certo personaggio fa capire quanto King sia veramente malato di egocentrismo.
Non aggiungo altro per non rovinare lo "sconcerto" a chi non lo ha ancora letto :D

1 commenti:

Anonimo ha detto...

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