Stranamente, passando l'intera settimana a fare avanti e indietro da Milano-San Donato per via del lavoro, ho più tempo leggere rispetto a quando stavo a casa a far nulla.L'ultima fatica è "Su altri piani" (Changing Planes) di Ursula K. Le Guin, meglio conosciuta per il libri ambientati su Earthsea/Terramara. Un libro fuori stampa da anni, osannato tempo fa da un mio amico, e che miracolosamente sono riuscito a trovare a una fiera del libro usato.
Il libro è incentrato sul metodo inventato da Sita Dulip, provetta viaggiatrice di Cincinnati, che permette di visitare altre dimensioni (piani) fra un volo e l'altro, mentre si attende sugli scomodi sedili dell'areoporto (la scomodità e la noia sono condizioni necessarie per il viaggio dimensionale). Da notare che nella traduzione italiano del titolo si perde il curioso gioco di parole: Changing Planes letteralmente significa sia "cambiare aroplano", che "cambiare piano".
Ogni capitolo del libro consiste nella descrizione, da parte dell'autrice, di uno degli stravaganti piani da lei visitati durante queste attese in areoporto, tramite il metodo Sita Dulip, oppure nel resoconto fattole da un qualche suo conoscente.
Il libro risulta però essere abbastanza un'occasione mancata: nulla da eccepire sullo stile di scrittura, semplice ed elegante. Il vero problema è il contenuto. Ogni capitolo è in pratica un racconto a sé, e non tutti sono dello stesso livello: se un capitolo come quello dei bambini senza sonno di Hy Brisal può risultare intrigante, altri offrono veramente pochi spunti interessanti, che inoltre non vengono nemmeno ben sviluppati, ma solo abbozzati. Manca una vera e propria escalation di meraviglia fra un piano e il successivo, che dovrebbe l'obiettivo principale di un simile romanzo. La sensazione che si prova proseguendo nella lettura è un più smorto "speriamo che il prossimo piano sia divertente".
In definitiva è un libro che si lascia leggere se non si ha niente di meglio, ma il cui contenuto non rimane impresso a lungo nei propri ricordi.
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